Pubblicazioni
Numero
2026/02
Sintesi del numero
Intelligenza artificiale: da innovazione tecnologica a crescita economica inclusiva
Il volume, editor Alessandra Bonfiglioli (Università di Bergamo), Gino Gancia (Università di Milano Bicocca) e Paola Profeta (Università Bocconi), offre un’attualissima analisi degli effetti dell’Intelligenza Artificiale sul sistema economico.
Una nuova general purpose technology suscita previsioni estreme: un’accelerazione senza precedenti della crescita per alcuni, la sostituzione del lavoro umano per altri. Se l’IA sta già cambiando organizzazioni e compiti cognitivi, resta da capire, osservano gli editor, “attraverso quali meccanismi questi cambiamenti possano tradursi in trasformazioni dell’intero sistema economico e sociale”.
Il filo conduttore dei cinque saggi è una domanda: quali condizioni consentono all’IA di trasformarsi da innovazione tecnologica in crescita economica inclusiva? Tre le questioni in gioco: gli effetti dell’IA sulla produttività, la redistribuzione di opportunità e rischi tra lavoratori, famiglie e imprese, il ruolo delle politiche pubbliche.
Flavio Calvino e Antonio Ughi leggono la diffusione dell’IA come un processo sistemico, i cui benefici dipendono da un ecosistema favorevole all’innovazione. Sergio Galletta ricostruisce le prime evidenze empiriche sull’IA generativa: la questione non è più il potenziale trasformativo dell’IA, ma le condizioni per una diffusione efficace e socialmente desiderabile. L’indagine di Massimo Anelli, Italo Colantone, Aina Gallego e Piero Stanig sui lavoratori italiani più esposti all’IA generativa rileva insieme ottimismo, cautela e una crescente domanda di politiche pubbliche. Emilio Colombo e Francesco Trentini propongono la famiglia, anziché il singolo lavoratore, come unità di analisi degli effetti distributivi: un meccanismo di assicurazione informale. Infine Mauro Caselli, Enrico Cristofoletti e Andrea Fracasso mostrano che le imprese italiane che adottano l’IA investono di più anche in benessere organizzativo, salute e sicurezza dei lavoratori.
Ne emerge un’immagine dell’IA diversa da quella del dibattito pubblico: “non una tecnologia che produce automaticamente vincitori e vinti”, ma un insieme di innovazioni il cui impatto dipende dall’interazione tra progresso tecnico, organizzazione economica e istituzioni. Di qui le tre indicazioni di policy degli editor: investimenti complementari, gestione della transizione occupazionale, governance dell’innovazione. Come nelle rivoluzioni tecnologiche del passato, tutto dipenderà dalla capacità di imprese, lavoratori e istituzioni di riorganizzarsi.
Completano il numero l’intervento di Carmine Di Noia, con un’ampia ricerca (450 partecipanti, Authority incluse) sull’uso dell’IA nella finanza italiana, e la rubrica di Massimiliano Parco su sicurezza energetica, materie prime e nuove dipendenze.
Editor
Alessandra Bonfiglioli, Gino Gancia, Paola Profeta
Pagine
366 pagine
Articoli
Editoriale
Alessandra Bonfiglioli, Gino Gancia, Paola Profeta
Intelligenza artificiale: da innovazione tecnologica a crescita economica inclusiva
Saggi
Flavio Calvino, Antonio Ughi
Intelligenza artificiale e produttività: canali, evidenze empiriche e sfide per l’Italia
Sergio Galletta
Consequences of AI-Driven Chatbots in Economic Domains
Massimo Anelli, Italo Colantone, Aina Gallego, Piero Stanig
Workers and Generative AI: Evidence from Italy
Emilio Colombo, Francesco Trentini
Exposure to AI, risk sharing and within-household inequality
Mauro Caselli, Enrico Cristofoletti, Andrea Fracasso
AI and Workplace Welfare Plans
Interventi
Carmine Di Noia
L’Intelligenza Artificiale nei mercati finanziari italiani: dall’analisi all’azione
Rubriche
Massimiliano Parco
Oltre Hormuz. Sicurezza energetica e nuove dipendenze
Recensioni
Marco Rotili
R. Brunetta (a cura di) Corpi Intermedi, società civile ed economia sociale. Per un governo delle transizioni
Numero
2026/01
Sintesi del numero
Le imprese multinazionali nell’economia italiana: presenza, territori, reti e innovazione
Questo numero di Economia Italiana, guest editor Giuseppe De Arcangelis, Sapienza, Università di Roma, e Giorgia Giovannetti, Università di Firenze, è dedicato al ruolo delle imprese multinazionali nell’economia italiana. Il tema, ampiamente discusso in passato, assume oggi una nuova centralità. Le imprese multinazionali sono nodi di reti produttive, commerciali, tecnologiche e finanziarie che attraversano i confini nazionali e collegano territori diversi. Per un paese come l’Italia comprendere dove si localizzano le multinazionali, come interagiscono con le imprese domestiche, come reagiscono agli shock e quanto contribuiscono all’innovazione è essenziale per interpretare le trasformazioni in corso e per disegnare politiche più efficaci.
I quattro contributi raccolti in questo numero offrono una lettura integrata di questi temi, utilizzando dati a diversi livelli di disaggregazione. Il lavoro di Stefano De Santis e Roberto Monducci ricostruisce la presenza e l’impatto delle imprese a controllo estero nelle regioni italiane, mostrando la crescita del fenomeno e, al tempo stesso, la sua forte polarizzazione territoriale. Il contributo di Massimo Armenise, Stefano Costa, Marianna Mantuano e Claudio Vicarelli analizza, con dati microeconomici di fonte Istat, la reazione delle imprese manifatturiere esportatrici, e in particolare delle multinazionali, allo shock tariffario statunitense del 2025. Luca Bettarelli e Laura Resmini propongono una rilettura delle politiche di attrazione degli investimenti diretti esteri in chiave relazionale: non conta solo l’attrattività di un territorio, ma anche la sua compatibilità produttiva e tecnologica con altri territori. Infine, Gianmarco Cariola, Giovanni Battista Carnevali, Andrea Linarello, Francesco Manaresi, Emanuele Russo e Matteo Sartori documentano il peso delle multinazionali nell’innovazione italiana, combinando dati su proprietà societaria, brevetti, inventori e relazioni di fornitura.
Nel loro insieme, questi lavori suggeriscono un messaggio comune. Le multinazionali sono una componente strutturale dell’economia italiana. La sfida per l’Italia è trasformare la presenza delle multinazionali in sviluppo diffuso. Ciò richiede una politica industriale capace di tenere insieme attrazione e radicamento, apertura internazionale e sicurezza economica, competitività territoriale e riduzione dei divari, innovazione globale e valorizzazione delle competenze locali.
Completano questo numero tre rubriche di grande attualità. Mariano Bella e Luciano Mauro analizzano le conseguenze dello shock petrolifero a seguito della Guerra del Golfo. Elisabetta Segre e Paola Tanda analizzano l’effetto del drenaggio fiscale e delle modifiche normative. Enea Franza tratta dell’uso del contante nel nuovo contesto di valute digitali. Arricchisce il numero la recensione del volume di Ignazio Visco, La crisi della globalizzazione, di Filippo Cucuccio.
Editor
Giuseppe De Arcangelis, Giorgia Giovannetti
Pagine
198 pagine
Articoli
Editoriale
Giuseppe De Arcangelis, Giorgia Giovannetti
Le imprese multinazionali nell’economia italiana: presenza, territori, reti e innovazione
Saggi
Stefano De Santis, Roberto Monducci
Presenza, dinamica e impatto delle imprese a controllo estero nelle regioni italiane
Massimo Armenise, Stefano Costa, Marianna Mantuano, Claudio Vicarelli
Who Diverts and Who Contracts? Firm-Level Evidence on Multinationals’ Export Adjustment to the 2025 US Tariffs
Luca Bettarelli, Laura Resmini
Like attracts like: perché gli IDE si concentrano tra regioni simili
Gianmarco Cariola, Giovanni Battista Carnevali, Andrea Linarello, Francesco Manaresi, Emanuele Russo, Matteo Sartori
Multinationals and Innovation in Italy: Evidence from Patent and Firm-to-Firm Transaction Data
Rubriche
Mariano Bella, Luciano Mauro
La Quarta Guerra del Golfo e le sue (reali) conseguenze economiche
Elisabetta Segre, Paola Tanda
L’effetto del drenaggio fiscale e delle modifiche normative
Enea Franza
Innovazione, resilienza e libertà di scelta nei sistemi di pagamento contemporanei
Recensioni
Filippo Cucuccio
Ignazio Visco, La crisi della globalizzazione
Numero
2025/03
Sintesi del numero
Il ritorno delle politiche industriali
L’intervento pubblico nelle cosiddette economie di mercato è stato considerato per lunghi anni con diffidenza per gli effetti negativi sulla concorrenza. Il nuovo contesto geo-politico e post Covid-19 impone di sviluppare un’offerta di beni pubblici molto più ampia.Fa il punto della situazione con riferimento all’Europa questo numero di EI, curato da Sergio De Nardis e Valentina Meliciani della Luiss.
Il modello macroeconomico europeo non dovrebbe essere più dipendente dal traino di un mondo insicuro ma trovare il nuovo motore nella domanda interna del continente e nel pieno sviluppo del suo mercato domestico. Transizione verde, tecnologie digitali, competitività, sicurezza economica e militare divengono quindi i molteplici fronti verso cui orientare il ritorno della politica industriale in Europa.
Le politiche industriali devono contribuire a innalzare la frontiera tecnologica europea, attraverso la promozione della digitalizzazione, per cercare di recuperare il gap di produttività con Usa e Cina. In questo schema, mercato unico dei capitali ed espansione della finanza per l’innovazione sono passi indispensabili per un percorso che potrebbe prospettarsi non breve e incerto negli esiti.
I contributi raccolti in questo volume, nel loro insieme, delineano un quadro organico della complessa posta in gioco. Fabrizio Onida ricostruisce la traiettoria storica della politica industriale europea tra l’attenzione alla salvaguardia della concorrenza e del mercato unico e l’esigenza di accrescere gli investimenti in innovazione e stimolare la produttività e sottolinea il ruolo strategico dei progetti tra pubblico e privato e degli IPCEI. Simone Vannuccini raccomanda di non cadere nella falsa dicotomia tra politica industriale e concorrenza, ma di disegnare una politica industriale pro-competitiva, fondata sulla produzione di beni pubblici europei — infrastrutture, standard, regolazione, capacità fiscale comune. Secondo Paolo Guerrieri e Pier Carlo Padoan, la politica industriale europea non può più essere letta solo in chiave economica, ma va integrata con le esigenze di sicurezza e con gli obiettivi della transizione verde e digitale. La domanda interna va rilanciata attraverso investimenti comuni, il pieno dispiegamento del mercato unico; cruciale è il tema delle risorse comuni. Anna Giunta e Marianna Mantuano si focalizzano sulla digitalizzazione delle imprese italiane. Tre i fattori critici individuati: polarizzazione crescente tra poche imprese digitalmente avanzate e un’ampia popolazione di piccole imprese confinate a tecnologie di base; insufficienti capacità manageriali per l’adozione delle tecnologie; politiche pubbliche instabili e proceduralmente complesse.
Come concludono gli editor, “il ritorno della politica industriale è l’esito obbligato di un mondo in cui sicurezza, sostenibilità e competitività tendono a sovrapporsi e a condizionarsi reciprocamente… una politica industriale europea efficace non deve mai rinunciare alla propria vocazione pro-concorrenziale, evitando derive protezionistiche e assicurando che gli interventi pubblici rafforzino e non indeboliscano la dinamica competitiva”.
Arricchiscono questo numero il contributo di Ignazio Visco, Un sostenibile “lungo periodo”? Sfide e prospettive per l’Italia di domani, che riflette sulle conseguenze di lungo periodo e sulla sostenibilità sociale ed economica delle tendenze in atto su tre fronti: tecnologia, ambiente e demografia. Seguono tre riflessioni sul sistema dei servizi di Carlo Sangalli, Alberto F. Pozzolo, Alberto Petrucci e una sul Tax Control Framework – Adempimento collaborativo di Riccardo Gabrielli e Lia G. Reitano.
Editor
Sergio De Nardis, Valentina Meliciani
Pagine
244 pagine
Articoli
Editoriale
Sergio De Nardis, Valentina Meliciani
Il ritorno delle politiche industriali
Saggi
Fabrizio Onida
Politica industriale europea ritorna
Simone Vannuccini
Autonomia strategica e politica industriale europea
Paolo Guerrieri, Pier Carlo Padoan
Rafforzamento della sicurezza economica europea, crescita sostenibile e politiche industriali. La triplice sfida dell’Europa
Anna Giunta, Marianna Mantuano
Transizione digitale: imprese e politica industriale
Ignazio Visco
Un sostenibile “lungo periodo”? Sfide e prospettive per l’Italia di domani
Rubriche
Carlo Sangalli
Il valore del sistema del turismo e dei servizi collegati
Alberto Petrucci
Sense of Italy: un vantaggio comparato per distinguere il Paese nei contesti competitivi globali
Alberto Franco Pozzolo
Sense of Italy: una lettura innovativa della struttura economica e culturale italiana
Riccardo Gabrielli, Lia Giusi Reitano
Tax Control Framework e Adempimento collaborativo: strumenti strategici per le imprese e per il sistema Paese
Elenco dei Referees
Elenco dei Referees
Indice dell'annata
Indice dell’annata



