Economia Italiana
Un progetto per lo sviluppo del Paese
Pubblicato il n. 3/2025 di Economia Italiana
Il ritorno delle politiche industriali
Il tema del “ritorno delle politiche industriali” costituisce una svolta di 180 gradi, compiutasi nell’arco di una manciata di anni, nel modo di considerare l’intervento pubblico nelle cosiddette economie di mercato, in particolare in Europa. Se ne occupa questo numero di Economa Italiana, guest editor Sergio De Nardis e Valentina Meliciani, LEAP (Luiss Research Center for European Analysis and Policy), che raccoglie i saggi di Fabrizio Onida, Simone Vannuccini, Paolo Guerrieri e Pier Carlo Padoan, Anna Giunta e Marianna Mantuano.
Arricchisce questo numero il contributo di Ignazio Visco, Un sostenibile “lungo periodo”? Sfide e prospettive per l’Italia di domani”.
Concludono il volume tre riflessioni sul sistema dei servizi – rispettivamente di Carlo Sangalli, Alberto F. Pozzolo e Alberto Petrucci – e il lavoro di Riccardo Gabrielli e Lia G. Reitano su Tax Control Framework e Adempimento collaborativo.
Sintesi del numero
Il ritorno delle politiche industriali
L’intervento pubblico nelle cosiddette economie di mercato è stato considerato per lunghi anni con diffidenza per gli effetti negativi sulla concorrenza. Il nuovo contesto geo-politico e post Covid-19 impone di sviluppare un’offerta di beni pubblici molto più ampia.Fa il punto della situazione con riferimento all’Europa questo numero di EI, curato da Sergio De Nardis e Valentina Meliciani della Luiss.
Il modello macroeconomico europeo non dovrebbe essere più dipendente dal traino di un mondo insicuro ma trovare il nuovo motore nella domanda interna del continente e nel pieno sviluppo del suo mercato domestico. Transizione verde, tecnologie digitali, competitività, sicurezza economica e militare divengono quindi i molteplici fronti verso cui orientare il ritorno della politica industriale in Europa.
Le politiche industriali devono contribuire a innalzare la frontiera tecnologica europea, attraverso la promozione della digitalizzazione, per cercare di recuperare il gap di produttività con Usa e Cina. In questo schema, mercato unico dei capitali ed espansione della finanza per l’innovazione sono passi indispensabili per un percorso che potrebbe prospettarsi non breve e incerto negli esiti.
I contributi raccolti in questo volume, nel loro insieme, delineano un quadro organico della complessa posta in gioco. Fabrizio Onida ricostruisce la traiettoria storica della politica industriale europea tra l’attenzione alla salvaguardia della concorrenza e del mercato unico e l’esigenza di accrescere gli investimenti in innovazione e stimolare la produttività e sottolinea il ruolo strategico dei progetti tra pubblico e privato e degli IPCEI. Simone Vannuccini raccomanda di non cadere nella falsa dicotomia tra politica industriale e concorrenza, ma di disegnare una politica industriale pro-competitiva, fondata sulla produzione di beni pubblici europei — infrastrutture, standard, regolazione, capacità fiscale comune. Secondo Paolo Guerrieri e Pier Carlo Padoan, la politica industriale europea non può più essere letta solo in chiave economica, ma va integrata con le esigenze di sicurezza e con gli obiettivi della transizione verde e digitale. La domanda interna va rilanciata attraverso investimenti comuni, il pieno dispiegamento del mercato unico; cruciale è il tema delle risorse comuni. Anna Giunta e Marianna Mantuano si focalizzano sulla digitalizzazione delle imprese italiane. Tre i fattori critici individuati: polarizzazione crescente tra poche imprese digitalmente avanzate e un’ampia popolazione di piccole imprese confinate a tecnologie di base; insufficienti capacità manageriali per l’adozione delle tecnologie; politiche pubbliche instabili e proceduralmente complesse.
Come concludono gli editor, “il ritorno della politica industriale è l’esito obbligato di un mondo in cui sicurezza, sostenibilità e competitività tendono a sovrapporsi e a condizionarsi reciprocamente… una politica industriale europea efficace non deve mai rinunciare alla propria vocazione pro-concorrenziale, evitando derive protezionistiche e assicurando che gli interventi pubblici rafforzino e non indeboliscano la dinamica competitiva”.
Arricchiscono questo numero il contributo di Ignazio Visco, Un sostenibile “lungo periodo”? Sfide e prospettive per l’Italia di domani, che riflette sulle conseguenze di lungo periodo e sulla sostenibilità sociale ed economica delle tendenze in atto su tre fronti: tecnologia, ambiente e demografia. Seguono tre riflessioni sul sistema dei servizi di Carlo Sangalli, Alberto F. Pozzolo, Alberto Petrucci e una sul Tax Control Framework – Adempimento collaborativo di Riccardo Gabrielli e Lia G. Reitano.
Editor
Sergio De Nardis, Valentina Meliciani
Articoli
Editoriale
Sergio De Nardis, Valentina Meliciani
Il ritorno delle politiche industriali
Saggi
Fabrizio Onida
Politica industriale europea ritorna
Simone Vannuccini
Autonomia strategica e politica industriale europea
Paolo Guerrieri, Pier Carlo Padoan
Rafforzamento della sicurezza economica europea, crescita sostenibile e politiche industriali. La triplice sfida dell’Europa
Anna Giunta, Marianna Mantuano
Transizione digitale: imprese e politica industriale
Ignazio Visco
Un sostenibile “lungo periodo”? Sfide e prospettive per l’Italia di domani
Rubriche
Carlo Sangalli
Il valore del sistema del turismo e dei servizi collegati
Alberto Petrucci
Sense of Italy: un vantaggio comparato per distinguere il Paese nei contesti competitivi globali
Alberto Franco Pozzolo
Sense of Italy: una lettura innovativa della struttura economica e culturale italiana
Riccardo Gabrielli, Lia Giusi Reitano
Tax Control Framework e Adempimento collaborativo: strumenti strategici per le imprese e per il sistema Paese
Elenco dei Referees
Elenco dei Referees
Indice dell'annata
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